Sono stati invitati i ministri degli Interni di Francia, Polonia, Austria, Danimarca e Repubblica Ceca, nonché il commissario europeo per gli Affari interni e la migrazione, Magnus Brunner.
I paesi chiedono più ritorni e regolamenti dei paesi terzi
Secondo il Ministero federale dell'Interno, nell'ambito del vertice verrà elaborata una cosiddetta agenda sulla migrazione, che formulerà chiare richieste all'UE. Queste includono, ad esempio:
- un numero significativamente più elevato di rimpatri di richiedenti asilo respinti
- Maggiori controlli alle frontiere esterne dell'UE
- Nuovi accordi di riammissione con paesi terzi
- una più stretta cooperazione nella lotta alle reti di contrabbando
Le deportazioni in paesi terzi dovrebbero essere facilitate
Al centro del vertice ci sono i colloqui sul Sistema europeo comune di asilo (CEAS). Il Parlamento dell'UE ha già concordato una riforma nel 2024, le cui misure dovranno essere attuate in tutti gli Stati membri entro la metà del 2026.
Il Ministro federale degli Interni Dobrindt vuole ora fare un ulteriore passo avanti: Chiede un ulteriore inasprimento delle norme sull'asilo. Si preoccupa soprattutto del cosiddetto "elemento di collegamento" tra i richiedenti asilo e i Paesi terzi in cui devono essere rimpatriati.
Secondo l'attuale legislazione dell'UE, le persone in cerca di protezione possono essere deportate in Paesi terzi solo se hanno un legame personale con quel Paese, ad esempio attraverso la famiglia o un precedente soggiorno. Dobrindt vuole abolire questa regola. In futuro, dovrebbero essere possibili anche le deportazioni verso Paesi con cui i rifugiati non hanno alcun legame.
Questo approccio è simile al "modello Ruanda" britannico, in cui i richiedenti asilo vengono deportati in Paesi terzi lontani. Il modello è molto controverso nell'UE. Le organizzazioni per i diritti umani avvertono che potrebbe minare gli standard di protezione fondamentali del diritto dei rifugiati.
L'UE rafforza il sistema comune di asilo (CEAS) fino al 2026
La riforma dell'UE del 2024 comprende dieci leggi e prevede, tra l'altro, che
- Procedure di asilo più rapide alle frontiere esterne: in futuro, le persone in cerca di protezione saranno registrate direttamente alle frontiere esterne dell'UE e il loro diritto di asilo sarà rapidamente esaminato prima ancora che entrino nel territorio dell'UE. In caso di rifiuto, saranno rapidamente rimpatriate nel loro Paese d'origine o in un Paese terzo classificato come sicuro.
- Allentamento della categorizzazione dei Paesi terzi sicuri: In futuro saranno considerati sicuri i Paesi che soddisfano gli standard legali di base, anche se non attuano l'intera Convenzione di Ginevra sui rifugiati. La Commissione europea propone di classificare sette Paesi come sicuri: Kosovo, Bangladesh, Colombia, Egitto, India, Marocco e Tunisia.
- Aumento dei rimpatri e nuove regole sulla responsabilità: Le decisioni di espulsione emesse da uno Stato membro devono essere valide in tutta l'UE per impedire il proseguimento del viaggio ed evitare l'espulsione. Il trattenimento in attesa di espulsione e i divieti di ingresso devono essere standardizzati in tutta l'UE e più facili da applicare.
- Controlli d'identità facilitati: per stabilire l'identità di una persona che chiede protezione, in futuro gli Stati membri dell'UE potranno trattenere i documenti d'identità e leggere gli smartphone.
- Centri di espulsione al di fuori dell'UE: se le persone in cerca di protezione non possono essere espulse nel loro Paese d'origine o in un Paese terzo sicuro, l'UE vuole creare in futuro i cosiddetti centri di espulsione al di fuori dei confini dell'UE.
Siete arrivati in Germania come rifugiati e avete ricevuto una decisione positiva in materia di asilo dal BAMF? Se vi è stato riconosciuto lo "status di rifugiato" e avete 3 anni di residenza, in questo blog post vi spieghiamo come e quando potete ottenere un permesso di soggiorno. Contenuto...
Conclusione: quanto è realistica l'attuazione delle proposte?
La prevista "Dichiarazione dello Zugspitze" è finora solo una dichiarazione politica di intenti da parte di sei Stati dell'UE. C'è ancora molta strada da fare prima che diventi una vera e propria legge dell'UE. Infatti, ogni proposta legislativa a livello europeo deve passare attraverso la cosiddetta "procedura legislativa ordinaria": La Commissione europea presenta una proposta che deve essere approvata dal Parlamento europeo e dal Consiglio dell'UE, spesso in più letture e, se necessario, dopo i negoziati del Comitato di conciliazione.
Tuttavia, il fatto che la Danimarca faccia parte dell'iniziativa Zugspitze dovrebbe dare una spinta alle richieste: Il Paese detiene la presidenza del Consiglio dell'UE dal 1° luglio ed è impegnato in una politica di asilo restrittiva. Il primo ministro Mette Frederiksen ha recentemente dichiarato che l'attuale sistema di asilo è "rotto" e ha chiesto nuove soluzioni europee per limitare l'immigrazione.
Una cosa è chiara: il vertice sulla Zugspitze è attualmente solo un impulso politico, ma non ancora un processo legislativo concreto.