Con l'attuale riforma, l'UE vuole essere in grado di reagire più rapidamente, più specificamente e più efficacemente alle situazioni in cui l'esenzione dal visto viene abusata o utilizzata contro gli interessi dell'UE.
Chi può attualmente recarsi nell'UE senza visto?
I cittadini di 61 Paesi terzi - tra cui Israele, Australia, Brasile, Giappone, Regno Unito e molti Paesi dei Balcani occidentali - possono recarsi nell'area Schengen senza visto per un massimo di 90 giorni in un periodo di 180 giorni.
Questi soggiorni sono limitati a scopi turistici, familiari o d'affari. Non è consentito il lavoro o il soggiorno permanente.
Il cosiddetto regime di esenzione dal visto è un privilegio per molti Paesi, ma può già essere sospeso dall'UE in determinate circostanze. Ad esempio, in caso di improvviso aumento dell'immigrazione irregolare o di problemi di sicurezza.
Ingresso nell'UE senza visto: cosa dovrebbe cambiare?
L'attuale riforma rende più rigoroso il cosiddetto "meccanismo di sospensione". In futuro, l'UE potrà sospendere l'esenzione dal visto per un Paese anche se questo:
- Gravi violazioni dei diritti umani,
- Violazione della Carta delle Nazioni Unite,
- o l'inosservanza delle sentenze dei tribunali internazionali.
La novità è che il meccanismo non deve più essere applicato a tutta la popolazione di un Paese terzo. In futuro, l'UE potrà decidere di sospendere l'esenzione dal visto solo per i rappresentanti del governo, i diplomatici o altri responsabili delle decisioni, soprattutto se direttamente responsabili di violazioni dei diritti umani o di reati di politica estera.
Quali paesi potrebbero essere interessati?
Ufficialmente, il regolamento non è rivolto a nessun Paese in particolare. Tuttavia, come riporta il portale di notizie euronews, Israele potrebbe essere uno dei primi Paesi ad essere colpito. Il contesto è costituito dalle accuse delle Nazioni Unite di aver commesso crimini di guerra e violazioni del diritto internazionale durante la guerra di Gaza.
Se il meccanismo dovesse entrare in vigore, i cittadini israeliani (o di altri Paesi interessati) dovrebbero richiedere un visto per entrare nell'UE in futuro.
Il nuovo regolamento non è ancora in vigore, ma deve solo essere formalmente adottato dal Parlamento europeo e dal Consiglio.