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Dal 1° luglio 2026, il "Bürgergeld" si chiama ufficialmente "Grundsicherung". Anche le persone che non hanno la cittadinanza tedesca continuano ad averne diritto e quali norme si applicano a partire da subito?

Reddito minimo garantito anziché reddito di cittadinanza: queste sono le regole in vigore da oggi

Da oggi, 1° luglio 2026, il reddito di cittadinanza si chiama ufficialmente “reddito di sicurezza di base”. Con il nuovo nome entrano in vigore anche nuove regole. Ma cosa cambia concretamente, cosa rimane come prima – e anche chi non possiede un passaporto tedesco potrà continuare a ricevere questa prestazione?
Scritto da:
Anna Faustmann
Editore
Recensito con competenza da:
Christin Schneider
Esperto in diritto dell'immigrazione

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Cosa rimane invariato e chi ne ha diritto?

Anche se da oggi il “Bürgergeld” prende il nome di “Grundsicherungsgeld”, molte cose rimangono come prima. Chi attualmente percepisce il “Bürgergeld” non deve presentare una nuova domanda a causa del cambiamento. Le decisioni già emesse rimangono valide. Non cambiano nemmeno i referenti presso il Jobcenter né le misure o i corsi di formazione già avviati.

L'importo delle prestazioni rimane invariato. Gli adulti che vivono da soli continuano a ricevere un sussidio base di 563 euro al mese. Anche gli importi destinati a bambini, adolescenti e giovani adulti rimangono invariati e variano tra i 357 e i 471 euro al mese.

Anche chi non possiede un passaporto tedesco può continuare a ricevere il reddito minimo garantito, come finora, purché soddisfi i requisiti di legge. A tal fine, deve avere la residenza abituale in Germania, non provvedere (o non provvedere interamente) al proprio sostentamento ed essere in grado di lavorare almeno tre ore al giorno.

Possono averne diritto, tra gli altri, i rifugiati riconosciuti, le persone aventi diritto all’asilo, i beneficiari di protezione sussidiaria, i lavoratori qualificati e i lavoratori autonomi in possesso di un regolare permesso di soggiorno, le persone titolari di un titolo di soggiorno per ricongiungimento familiare, nonché i titolari di una Carta blu UE.

Anche per quanto riguarda la naturalizzazione e il permesso di soggiorno a tempo indeterminato la situazione giuridica rimane invariata: chi percepisce il nuovo sussidio di base non ha, di norma, diritto al passaporto tedesco né al permesso di soggiorno a tempo indeterminato.

Ma cosa cambia a partire da oggi?

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Norme più severe in caso di mancata collaborazione

Una delle modifiche più importanti riguarda l’obbligo di collaborazione con il Jobcenter. Chi, senza un motivo valido, non si presenta agli appuntamenti, non invia candidature o non adempie ad altri obblighi, deve aspettarsi una riduzione più rapida delle prestazioni.

Chi salta due volte un appuntamento presso il Jobcenter senza un motivo valido può vedersi ridurre del 30% le prestazioni per un mese. Chi salta tre appuntamenti consecutivi senza un motivo valido può perdere completamente il diritto al reddito minimo garantito.

Anche chi non presenta domanda di lavoro, rifiuta un’occupazione adeguata o interrompe i corsi di formazione senza un motivo valido deve aspettarsi delle riduzioni.

Le sanzioni, tuttavia, non si applicano automaticamente a tutti. Le persone interessate devono avere preventivamente la possibilità di spiegare i motivi per cui non hanno adempiuto all’obbligo. Chi è in grado di dimostrare un motivo valido non dovrebbe subire alcuna riduzione. Un motivo valido può essere, ad esempio, una malattia, un’emergenza familiare o la mancanza di assistenza all’infanzia.

In futuro il lavoro avrà la priorità

L'obiettivo delle nuove norme è quello di favorire un più rapido inserimento lavorativo delle persone. Ciò significa anche che, qualora sia disponibile un lavoro ragionevole, gli interessati sono tenuti, in linea di principio, ad accettarlo. Può trattarsi anche di un lavoro che non corrisponde esattamente alla formazione o all'esperienza professionale pregressa.

I corsi di formazione continua e le qualifiche rimangono possibili. Tuttavia, dovrebbero essere sostenuti solo se migliorano le possibilità di trovare un lavoro stabile.

Un’altra novità è che i genitori possono essere obbligati, già a partire dal 15° mese di vita del bambino, a trovare un lavoro o a partecipare a corsi di integrazione, di lingua o di formazione continua. Requisito fondamentale: l’assistenza all’infanzia deve essere garantita.

Nuove regole per i risparmi

Un’altra modifica importante riguarda i propri risparmi, ovvero l’ammontare del patrimonio che si può possedere prima di avere diritto al reddito minimo garantito. Per quanto riguarda il «Bürgergeld», nel primo anno era previsto un periodo di attesa. Durante tale periodo, il patrimonio veniva preso in considerazione solo se superava i 40.000 euro.

Questa regola non si applica al reddito minimo garantito. Chi presenta una nuova domanda per questa prestazione deve dichiarare fin dall’inizio l’ammontare del proprio patrimonio. Se il patrimonio supera un determinato importo, i propri risparmi devono essere utilizzati innanzitutto per il sostentamento.

L'ammontare del patrimonio consentito dipenderà in futuro dall'età:

  • Meno di 30 anni → risparmio massimo di 5.000 euro
  • 30 – 39 anni → risparmio massimo di 10.000 euro
  • 40 – 49 anni → risparmio massimo di 12.500 euro
  • a partire dai 50 anni → risparmio massimo di 20.000 euro
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Nuove regole sulle spese di alloggio

Anche per quanto riguarda le spese relative all’alloggio vigono nuove regole. Il Jobcenter continua a farsi carico dell’affitto e delle spese di riscaldamento, purché siano ragionevoli. La novità è però che anche in questo caso è previsto fin dall’inizio un limite massimo.

Ciò significa che il Jobcenter verifica quali siano le spese di affitto considerate adeguate per un nucleo familiare nella rispettiva città o comune. Nel primo anno, le spese di alloggio possono superare tale limite solo del 50 per cento al massimo.

Se, ad esempio, la soglia di adeguatezza locale per una persona sola è pari a 600 euro, il Jobcenter può, in linea di principio, coprire al massimo 900 euro dell’affitto nel primo anno. Se l’appartamento costa di più, la persona interessata deve di norma sostenere autonomamente i costi aggiuntivi.

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Anna Faustmann
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