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L'immagine raffigura simbolicamente una famiglia di origine migrante. Chi desidera ottenere la cittadinanza in Germania deve essere in grado di provvedere autonomamente al proprio sostentamento. Ma cosa succede se una parte del reddito viene destinata al pagamento degli alimenti?

Gli alimenti costituiscono un ostacolo alla naturalizzazione?

Chi desidera ottenere la cittadinanza in Germania deve, di norma, essere in grado di provvedere autonomamente al proprio sostentamento. Ma cosa succede se una parte del reddito viene destinata al pagamento degli alimenti? Tali obblighi possono impedire la naturalizzazione? Il Tribunale amministrativo di Colonia ha affrontato proprio questa questione e ha emesso una sentenza importante per molti aspiranti naturalizzati.
Scritto da:
Anna Faustmann
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Il Tribunale amministrativo di Colonia ordina la naturalizzazione

Il Tribunale amministrativo di Colonia ha stabilito che un cittadino afgano debba essere naturalizzato. L'autorità competente in materia di naturalizzazione non aveva precedentemente preso una decisione, motivo per cui il ricorrente ha presentato un ricorso per inerzia.

L'autorità ha ritenuto che la naturalizzazione non potesse essere concessa, poiché il ricorrente non era in grado di provvedere autonomamente al proprio sostentamento.

Il ricorrente vive in Germania da molti anni e lavora da tempo a tempo pieno come addetto alla sicurezza. Ciononostante, il suo reddito non era sufficiente. Il motivo: ha l'obbligo di mantenere diversi figli e deve destinare gran parte del suo reddito al pagamento degli alimenti.

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Gli alimenti rappresentano un ostacolo alla naturalizzazione?

In linea di principio, al momento della naturalizzazione viene verificato se il sostentamento sia garantito in modo completo e a lungo termine.

Ciò significa che i richiedenti devono essere in grado di provvedere al proprio sostentamento e, se del caso, a quello dei familiari a loro carico che non percepiscono il reddito di cittadinanza o l'assistenza sociale.

L'Ufficio Immigrazione esamina attentamente la situazione. Verifica il reddito netto mensile, le spese di alloggio (affitto, spese accessorie e riscaldamento) e altre entrate quali gli assegni familiari o il sussidio per l'alloggio.

Mentre il reddito di cittadinanza e l'assistenza sociale costituiscono di norma un ostacolo alla naturalizzazione, prestazioni quali gli assegni familiari, il sussidio per l'alloggio o l'indennità di disoccupazione di primo livello non presentano problemi.

Anche gli assegni di mantenimento (per i figli che non vivono nella stessa famiglia) vengono presi interamente in considerazione in questo calcolo. Essi riducono il reddito disponibile.

Nel caso specifico, proprio questo ha fatto sì che il reddito del ricorrente risultasse matematicamente insufficiente. Una volta detratti gli alimenti, non rimaneva abbastanza per coprire l’intero fabbisogno. Di conseguenza, il requisito della garanzia del sostentamento non era in realtà soddisfatto.

Eccezione: naturalizzazione nonostante la mancanza di mezzi di sussistenza

Ciononostante, il tribunale si è pronunciato a favore dell'attore. Il motivo è un'importante eccezione di legge in vigore dal 2024.

In base alla deroga (art. 10, comma 1, primo periodo, n. 3 della Legge sulla cittadinanza) la naturalizzazione può essere concessa anche se il sostentamento non è completamente garantito. Il presupposto è che il richiedente lavori a tempo pieno da un periodo di tempo prolungato, ovvero per almeno 20 mesi negli ultimi due anni.

In questo contesto è fondamentale anche una previsione positiva per il futuro: l’attività a tempo pieno dovrebbe presumibilmente continuare.

Era proprio questo il caso in questione. Il ricorrente era impiegato a tempo pieno senza interruzioni da diversi anni. Il tribunale ha considerato questa attività lavorativa continuativa come un segno di integrazione duratura nel mercato del lavoro.

Il tribunale chiarisce così che non conta solo l'ammontare del reddito. Ai sensi della nuova normativa, è determinante anche il fatto che una persona lavori a lungo termine e sia economicamente integrata.

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Sintesi: In quali casi è possibile ottenere la naturalizzazione – e in quali no?

Gli alimenti possono rendere più difficile la naturalizzazione, poiché riducono il reddito disponibile. Se, di conseguenza, il sostentamento non è interamente coperto, la naturalizzazione non è in linea di principio possibile in un primo momento.

Esiste tuttavia un'importante eccezione: chi negli ultimi due anni ha lavorato a tempo pieno per almeno 20 mesi e prevede di continuare a lavorare può comunque ottenere la naturalizzazione (purché siano soddisfatti anche tutti gli altri requisiti). In questo caso non conta solo l'ammontare del reddito, ma anche l'integrazione a lungo termine nel mercato del lavoro.

Questo è particolarmente importante per chi ha più figli o si trova in situazioni familiari complesse. In questi casi, il reddito è spesso fortemente gravato dagli assegni di mantenimento.

Decisione di importanza fondamentale

Il Tribunale amministrativo ha ammesso l'appello. Ciò dimostra che si tratta di una questione giuridica di principio che non è stata ancora chiarita in modo definitivo.

È quindi possibile che in futuro i tribunali di grado superiore tornino a occuparsi della questione. Fino ad allora, tuttavia, la sentenza fornisce un primo importante orientamento: il solo pagamento degli alimenti non costituisce necessariamente un ostacolo alla naturalizzazione, soprattutto se la persona in questione lavora a tempo pieno in modo continuativo.

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Anna Faustmann
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Anna Faustmann lavora come redattrice presso Migrando . Grazie a una solida formazione e a molti anni di esperienza nel giornalismo e nel marketing digitale, ha una profonda conoscenza dell'ideazione e della creazione di ...