L'UE adotta nuove norme in materia di rimpatri e espulsioni
Come riportato da diversi media, ieri il Parlamento europeo ha votato sulle nuove norme in materia di rimpatri e espulsioni . Il regolamento sui rimpatri proposto ha ottenuto 418 voti a favore, 218 contrari e 30 astensioni.
L'obiettivo del nuovo regolamento è quello di rendere più rapidi e uniformi i rimpatri delle persone prive di titolo di soggiorno nell'UE. Inoltre, gli Stati membri dovrebbero collaborare più strettamente e poter riconoscere più facilmente le decisioni di rimpatrio adottate da altri paesi dell'UE.
Una parte controversa della decisione riguarda i cosiddetti «return hubs», ovvero centri di rimpatrio situati al di fuori dell’Unione europea. Con questa decisione, l’UE crea la base giuridica che consente agli Stati membri di istituire tali centri in paesi terzi.
A partire da giugno 2026 entreranno in vigore nuove norme UE in materia di asilo. Esse consentiranno l'espulsione verso paesi terzi sicuri e un più rapido rigetto delle domande di asilo. Cosa significa concretamente?
Chi dovrebbe essere ospitato nei Return Hubs?
Secondo i piani attuali, i centri di rimpatrio dovrebbero essere utilizzati per le persone che non hanno il diritto di soggiorno nell’UE, ma che non possono essere rimpatriate direttamente nel loro paese d’origine. I centri dovrebbero fungere da tappa intermedia fino a quando non sarà possibile organizzare un rimpatrio o il proseguimento del viaggio verso un altro paese terzo sicuro.
Sarebbero interessate soprattutto le persone prive di permesso di soggiorno nei confronti delle quali è stata emessa una decisione di rimpatrio esecutiva. Tra queste figurano, ad esempio, le persone la cui domanda di asilo è stata definitivamente respinta o che, per altri motivi, sono tenute a lasciare il territorio.
Non è ancora stato stabilito in quali paesi terzi debbano sorgere i centri di rimpatrio. Secondo quanto dichiarato dal ministro federale dell’Interno Alexander Dobrindt (CSU), i primi accordi con i paesi terzi potranno tuttavia essere conclusi entro la fine del 2026.
Chi è escluso da questa normativa?
Secondo i piani attuali, i minori non accompagnati non dovrebbero essere ospitati nei centri di rimpatrio. La regola è però diversa per le famiglie con bambini: in linea di principio, anche loro dovrebbero poter essere espulsi dai centri di rimpatrio. Questo aspetto è particolarmente controverso.
Resta inoltre da chiarire per quanto tempo le persone soggette all’obbligo di espatrio debbano rimanere nei centri di rimpatrio.