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L'immagine mostra una coppia di immigrati che cerca un appartamento online. L'immagine simboleggia il fatto che gli agenti immobiliari non possono discriminare in base al nome straniero o all'origine etnica.

Discriminazione nella ricerca di un alloggio: una nuova sentenza rafforza i diritti delle persone con nomi stranieri

Chi viene discriminato nella ricerca di un alloggio a causa di un nome che suona straniero avrà in futuro maggiori possibilità di difendersi. In una recente sentenza, la Corte federale di cassazione (BGH) ha chiarito che se un agente immobiliare discrimina chi cerca un alloggio a causa della sua origine, può essere obbligato a pagare un risarcimento.
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Recensito con competenza da:
Esperto in diritto dell'immigrazione

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La Corte federale di cassazione chiarisce quindi che il divieto di discriminazione non vale solo per i locatori, ma anche espressamente per gli agenti immobiliari. Questo è particolarmente importante perché spesso sono proprio gli agenti immobiliari a decidere chi invitare a visitare un appartamento.

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Il caso: rifiuto con nome pakistano, accettazione con nome tedesco

Il caso ha avuto inizio quando una donna dell'Assia ha iniziato a cercare un appartamento. Nel novembre 2022, ha inviato diverse candidature tramite un modulo online per appartamenti proposti da un'agenzia immobiliare, indicando il proprio nome e cognome pakistani. Secondo la sentenza, tuttavia, tutte le sue richieste sono state respinte, tra l'altro con la motivazione che in quel momento non c'erano più appuntamenti disponibili per le visite.

Per verificare se ciò fosse effettivamente vero, la donna ha inviato ulteriori richieste con dati identici relativi al reddito, alla professione e alle dimensioni del nucleo familiare. Ha modificato solo il proprio nome e cognome, utilizzando nomi dal suono tedesco come "Schneider", "Schmidt" e "Spieß". In questi casi le sono stati offerti appuntamenti per visitare gli immobili.

Le richieste con il suo nome dal suono straniero, invece, rimanevano senza risposta o venivano respinte. Per la ricorrente era quindi ovvio che non fossero gli appuntamenti mancanti, ma il suo nome – e la conseguente attribuzione della sua origine – a determinare i rifiuti. La donna ha presentato ricorso contro questa decisione, ma inizialmente senza successo.

Il caso è passato attraverso diverse istanze

In primo grado, il tribunale distrettuale di Groß-Gerau ha respinto la causa. In appello, tuttavia, il tribunale regionale di Darmstadt è giunto a una valutazione diversa.

I giudici hanno ritenuto che il diverso trattamento riservato alla ricorrente – un rifiuto nel caso di un nome dal suono straniero e un invito a visitare l'immobile nel caso di un nome tedesco, a parità di altre informazioni – costituisse un forte indizio di discriminazione. Il Tribunale regionale di Darmstadt ha quindi concesso alla ricorrente un risarcimento di 3.000 euro e ha obbligato l'agente immobiliare a farsi carico di una parte delle spese legali sostenute.

L'agente immobiliare ha presentato ricorso contro questa sentenza. Il caso è quindi approdato alla Corte federale di cassazione (BGH), la più alta corte civile tedesca.

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Sentenza: gli agenti immobiliari sono tenuti al rispetto della legge sulla parità di trattamento

Il Tribunale federale di cassazione tedesco ha quindi dovuto affrontare una questione importante: la legge generale sulla parità di trattamento (AGG) si applica anche agli agenti immobiliari o solo ai locatori?

Infine, il contratto di locazione viene stipulato tra il locatore e il locatario. Gli agenti immobiliari spesso fungono "solo" da intermediari: tuttavia, spesso decidono per conto dei locatori chi invitare a visitare l'appartamento.

Spiegazione: la legge generale sulla parità di trattamento (AGG) ha lo scopo di proteggere le persone dalla discriminazione. Essa vieta la discriminazione basata, tra l'altro, sull'origine etnica, la religione, il sesso, l'età, la disabilità o l'identità o l'orientamento sessuale.

L'AGG non si applica solo alla vita lavorativa, ma anche alla vita quotidiana per quanto riguarda i servizi accessibili al pubblico. Ciò include espressamente anche l'accesso agli alloggi. L'obiettivo della legge è quello di prevenire la discriminazione e fornire alle persone interessate mezzi giuridici efficaci.

Nel caso specifico, la Corte federale di cassazione ha chiarito che se un agente immobiliare offre appartamenti al pubblico, ad esempio tramite un portale online, e decide chi invitare a visitarli, la sua attività rientra nell'ambito di applicazione dell'AGG.

Il tribunale ha sottolineato che gli agenti immobiliari svolgono un ruolo fondamentale. Senza il loro invito, molti di coloro che cercano un alloggio non si presentano nemmeno alla visita e quindi non hanno alcuna possibilità concreta di ottenere l'appartamento. Chiunque discrimini le persone in cerca di alloggio in questo processo di selezione a causa della loro origine etnica viola il divieto di discriminazione.

Se gli agenti immobiliari fossero esclusi dal campo di applicazione dell'AGG, si creerebbe una grave lacuna nella tutela. La protezione legale contro la discriminazione sarebbe vanificata. Pertanto, secondo il tribunale, anche gli agenti immobiliari devono essere ritenuti responsabili per comportamenti discriminatori.

Dimostrare la discriminazione: sono sufficienti prove indiziarie, è consentito il "test"

Un punto importante della sentenza riguarda le prove. La Corte federale di cassazione chiarisce che le persone interessate possono presentare richieste di test per individuare possibili discriminazioni. Nel caso specifico, è stato proprio il confronto tra richieste con nomi dall'origine straniera e richieste identiche con nomi dall'origine tedesca a fornire una forte indicazione di discriminazione.

Secondo le norme della legge generale sulla parità di trattamento (AGG), è sufficiente che le persone interessate presentino prove che indicano una discriminazione. Spetta poi alla controparte dimostrare che esisteva un motivo oggettivo (cioè non discriminatorio) per il diverso trattamento.

Nel corso del procedimento, l'agente immobiliare ha sostenuto che non erano disponibili appuntamenti per le visite. Tuttavia, questa spiegazione non ha convinto né il Tribunale regionale di Darmstadt né la Corte federale di giustizia.

Il tribunale non ha inoltre riscontrato alcun comportamento scorretto da parte della ricorrente. Non vi erano indicazioni che lei avesse presentato le richieste di prova solo per richiedere successivamente un risarcimento. È stato invece determinante il fatto che lei fosse seriamente alla ricerca di un alloggio e che le richieste servissero solo a verificare i rifiuti evidenti.

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Conclusione: cosa significa la sentenza per le persone interessate?

Alla fine, la Corte federale di cassazione ha confermato la sentenza del Tribunale regionale di Darmstadt: l'agente immobiliare deve pagare alla ricorrente un risarcimento di 3.000 euro e farsi carico di una parte delle spese legali. Il presidente della Corte Thomas Koch ha parlato, nel pronunciare la sentenza, di un «chiaro caso di discriminazione».

Questa sentenza è molto importante per chi è alla ricerca di un alloggio. Essa chiarisce che la discriminazione basata su un nome dal suono straniero può avere conseguenze giuridiche concrete .

È particolarmente importante sottolineare che la responsabilità non ricade solo sul locatore. Anche gli agenti immobiliari possono essere ritenuti responsabili se selezionano le candidature o assegnano gli appuntamenti per le visite in base all'origine.

Chi ha l'impressione di essere sistematicamente discriminato nella ricerca di un alloggio a causa del proprio nome o dellapropria originepuò documentarlo con mezzi adeguati, ad esempio tramite richieste di prova comparabili, e intraprendere un'azione legale.

Allo stesso tempo, la sentenza invia un chiaro segnale ai locatori e agli agenti immobiliari: le procedure di selezione devono essere trasparenti, oggettive e non discriminatorie. Sono ammessi criteri quali il reddito, la dimensione del nucleo familiare o la solvibilità. Sono invece inammissibili le decisioni basate sul nome, l'origine o le caratteristiche etniche.

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